Alcune tematiche politiche, sociali, o semplicemente “sentite”, trovano ampio spazio nel repertorio dei canti di protesta di cui ci occupiamo in genere. Spesso si tratta di tematiche trasversali rispetto ai periodi storici e può essere molto interessante mettere un po’ a confronto diversi canti. Nessuno velleità scientifica, figuriamoci ;)
Ci sembra però interessante capire come un tema, come quello della leva militare obbligatoria, sia stato “cantato”.
Ho scelto 6 canzoni, a partire, cronologicamente, con una canzone di Fausto Amodei, del 1963, per chiudere con una canzone dei Sud Sound System, del 1996.
Ho volutamente mischiato canzoni di periodi e generi diversi, dato che uno dei nostri (umili) obiettivi è quello di capire come, in periodi più recenti, rispetto ai “classici” canti di cui ci occupiamo, si sia declinata la canzone di “protesta politica e sociale”.
Buon ascolto :)
Fausto Amodei, Lettera dalla caserma (1963)

Lou-X, Quando la patria chiama (1994)

Alfredo Bandelli, Da quando son partito militare (1971)

Stormy Six, Il barbiere (1977)

Sud Sound System, Articolo 41 (1996)

Pino Masi, Il soldato Bruna

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Il 1943, come tutti gli anni della guerra, è segnato da eventi importanti ed eccidi subiti dalla popolazione e dai partigiani, impegnati nella lotta di liberazione.
Con questo articolo vogliamo ricordare due avvenimenti.
28 dicembre 1943: l’uccisione dei fratelli cervi
I sette fratelli Cervi, partigiani, furono catturati dai nazisti il 28 novembre del 1943 e giustiziati un mese dopo, il 28 dicembre, a Reggio Emilia. È uno degli eventi più conosciuti e significativi della Resistenza in Italia.
Nel sito sono presenti i seguenti canti:
Per ulteriori informazioni, rimandiamo alla corrispondente voce di Wikipedia
31 dicembre 1943: l’eccidio di Boves
La città di Boves, nel cuneese, fu scenario durante la Resistenza di diverse rappresaglie e rastrellamenti dai parte dei nazisti: il 19 settembre ‘43, il 31 dicembre ‘43 e il 4 gennaio 1944.
Nel sito è presente questo canto, riferito in particolare agli eventi della fine del ‘43:
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Quarant’anni fa la strage fascista di Piazza Fontana, il 12 dicembre 1969. Poi i depistaggi, la morte di Pinelli.
Un anno dopo, nel corso di una manifestazione per il primo anniversario di Piazza Fontana, sempre a Milano, cadeva lo studente Saverio Saltarelli, colpito da un candelotto lacrimogeno.
Anni, fatti, che sono diventati materia di studio, di “revisionismi”, e di celebrazioni.
Per noi che vogliamo fare storia e memoria con i canti, non c’è altro da fare che segnalare dal nostro archivio:
sulla strage
sulla morte di Saverio Salterelli
Per approfondimenti sulla strage di Piazza Fontana molti sarebbero i link da segnalare, noi facciamo spesso riferimento a questo sito quando si tratta di morti nelle piazze e di stragi di stato:
http://www.reti-invisibili.net
per quanto riguarda Piazza Fontana:
http://www.reti-invisibili.net/piazzafontana/
per la morte di Saverio Saltarelli:
http://www.reti-invisibili.net/saveriosaltarelli/
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“…la leggenda transuma a memoria o viceversa…” è una citazione da pagina 20 dell’autobiografia di Ivan Della Mea, uscita a maggio di quest’anno, casa editrice Jaca Book. Il titolo del libro è Se la vita ti dà uno schiaffo (anche questa è una citazione…): certo che la vita, a Ivan Della Mea, schiaffi ne ha dati molti, certo tanti di più che carezze, e anche le carezze forse le riconosceva con fatica.
Tutta la sua vita è una fatica di vivere, di stare al mondo, di riconoscere il proprio posto. Ma non c’è autocommiserazione nella sua scrittura, se mai rabbia, e non poca, per quanto filtrata dal tempo, ragionata dalle distanze. Ci sono anche affetti, amori, ma quasi sempre strappati, maltrattati, a rischio.
Il linguaggio che adopera, all’inizio lascia appena un po’ perplessi, non è banale cronaca, ma neanche un cesello fine a se stesso: c’è molta vita dentro, in particolare quella vita lì e, molto della vita di Luciano, i fratello maggiore di Ivan, anche un po’ padre, oltre che fratello. Molte scene saltano fuori dalla pagina, salta fuori anche la fame, il disagio, la paura, con immediatezza e durezza.
La citazione che ho usato come titolo rende l’idea del movimento interno a tutto il racconto, un continuo passare e ripassare (”anda e rianda…”) da piani diversi: la memoria, la storia, i documenti, l’epopea dei Della Mea e relativi parenti acquisiti, ma anche le riflessioni, le confessioni, le scoperte fatte ricodando e narrando (a se stesso come Ivan, come Luigi, nonchè colui che narra a Luciano, prima che al lettore).
Personalmente ho trovato Se la vita ti dà uno schiaffo una lettura commovente e che mi ha catturata (ho rinunciato, complice il freddo in arrivo, alla bicicletta a favore del tram, per non semttere di leggere), e che mi ha convinta, più di molti prodotti recensiti e sospinti dalla critica.
Conoscere Della Mea cantautore politico può darsi che influenzi chi legge, ma a mio parere, al di là di questo, è una storia di vita che vale la pena di essere conosciuta, e che ha nella sua ecccezionalità, anche molto di “normale”.
Ivan Della Mea, Se la vita ti dà uno schiaffo, Jaca Book, Milano, 2009
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Di ritorno dalla partecipazione alla quarta edizione di R-esistenze, scrivo qualche appunto.
Le iniziative, tutte dedicate a Ivan Della Mea, hanno visto momenti diversi. Un laboratorio di canto sociale, la presentazione di due libri e di un documentario, un concerto. È stato tutto molto interessante, anche perchè ho avuto occasione di incontrare alcuni persone molto importanti per il repertorio di cui ci occupiamo e che, data la mia insularità, mi è sempre difficile conoscere.
La presentazione dei libri, con il conseguente dibattito, da un lato ha portato a parlare di Ivan, con le testimonianze di chi l’ha sempre conosciuto e frequentato, e dall’altro mi ha permesso di presentare il sito e anche di proporre qualche riflessione sul “ruolo” che i “nostri” canti possono avere adesso. Credo che sia un argomento interessante che meriterebbe di essere approfondito.
Dopo il dibattito, il concerto, interamente dedicato a Della Mea, cui è seguita una bella cantata popolare e autogestita, fuori dalla scaletta.
Sono rimasto piacevolmente colpito dal clima e dall’ambiente che ho trovato, in particolare dalla presenza di molti giovani che spesso non sono presenti a iniziative di questo tipo.
Tutto questo mi fa pensare che quello che è stato fatto abbia un senso e possa averlo in futuro, se ovviamente si troveranno le modalità giuste e gli stimoli giusti.
Per chiudere, un saluto e un ringraziamento particolare a Salvatore Panu. Organizzatore dell’evento, curatore dell’archivio del Canzoniere delle Lame, ricercatore, musicista, si è dimostrato una persona disponibilissima con cui credo che si continuerà a lavorare. Grazie.
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Il 6 e 7 novembre, a Bologna, ci sarà la quarta edizione di R-esistenze, un’iniziativa culturale che celebra il 65° anniversario della Battaglia di Porta Lame a Bologna (7 novembre 1944).
Quest’anno l’evento è dedicato a Ivan Della Mea, in particolare, nella giornata del 7 novembre, ci sarà la presentazione dell’ultimo libro di Ivan, Se la vita ti dà uno schiaffo (Jacabook, 2009) e del documentario Ivan Della Mea. A quel omm, di Isabella Ciarchi (2007). Durante queste presentazioni è previsto anche in intervento del sottoscritto, in quanto “curatore del sito ilDeposito.org”.
Di seguito le due pagine della locandina, in cui troverete il programma completo

L’iniziativa sembra molto interessante (a parte l’intervento del sottoscritto, ovviamente), invito tutti a partecipare :)
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Emilio Notte "La strage di Melissa" 1953
Il 30 ottobre 1949, un folto gruppo di contadini di Melissa, in provincia di Crotone, si recò ad occupare e coltivare il fondo Fragalà, dei baroni Berlingeri.
La polizia sparò, senza motivazione, sulla gente che rientrava nelle proprie case, dopo l’occupazione delle terre.
Rimasero ferite 15 persone, di cui 3 a morte. I nomi dei caduti sono: Giovanni Zito di 20 anni, Francesco Nigro di 29 e Angelina Mauro.
Nel1974 il Canzoniere del Vento Rosso dedicò alla strage di Melissa una canzone, presente nell’archivio de ilDeposito.org:
Melissa
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Come in tante altre città italiane, sabato 27 ottobre 1962, in piena “crisi dei missili”, la Camera del Lavoro di Milano organizzò una grande manifestazione pacifista e di protesta contro l’aggressione imperialista degli Stati Uniti a Cuba.
Dopo il discorso del segretario della CGIL, si formò un corteo che sfilò nelle vie del centro storico milanese
Dopo l’arrivo del corteo in piazza del Duomo, il Comando della Polizia dette l’ordine di disperdere i manifestanti pacifisti. Il Terzo Battaglione della Celere, corpo speciale di intervento anti-manifestazioni, giunto appositamente da Padova, iniziò i caroselli con le jeep. Le camionette cariche di poliziotti si gettarono deliberatamente contro la testa del corteo, investendo lo studente di medicina ventunenne Giovanni Ardizzone e poco dopo altri due manifestanti: il muratore Nicola Giardino di 38 anni, e l’operaio Luigi Scalmana, di 57 anni. Giovanni Ardizzone morì nello stesso pomeriggio in ospedale; gli altri due feriti restarono in fin di vita per alcuni giorni, poi si salvarono.
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Il 22 ottobre del 1972 a Reggio Calabria si svolse una grossa manifestazione, in risposta alla aspra lotta che si era creata intorno alla recente “creazione” della regione Calabria: il motivo delle proteste era la decisione di individuare come capoluogo Catanzaro, in alternativa a Reggio Clabria.
La protesta e le manifestazioni di piazza, che sfociarono in una vera e propria “rivolta” con barricate, morti e feriti, fu egemonizzata dai fascisti.
Sul percorso dei treni che portavano lavoratori di tutta Italia alla manifestazione del 22 0tt0bre, scoppiarono ben 8 bombe.
La cronaca di questo significativo episodio in due canti presenti nel sito:
Per approfondire segnaliamo 3 link:
I fatti di Reggio Calabria
Cronologia dei fatti di Reggio
La rivolta di Reggio Calabria
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Saint Gobain, foto storica
Tra i primi episodi della protesta operaia che infiammeranno il biennio ‘68/’69 in Italia.
Il 19 settembre era iniziata a Pisa la protesta alla Saint Gobain che minacciava di licenziare alcuni operai. Il 15 ottobre il blocco della via Aurelia, attuato dagli operai della Saint Gobain in sciopero, provoca l’intervento della polizia, che si scontra con alcune migliaia di operai e studenti.
Su questo episodio, nell’ archivio de ilDeposito.org, si trova la canzone:
15 ottobre alla Saint Gobain
del Canzoniere Pisano (poi Del Proletariato), che Pino Masi attribuisce ad Alfredo Bandelli (per le biografie vedi la sezione “autori” del sito).
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