I canti sulla Resistenza
Pubblicato da Sergej il 25 aprile 2010 in Riflessioni

resistenzaLa Resistenza è uno dei momenti della storia d’Italia più “cantati”. Sia per quanto riguarda i canti stessi prodotti durante tale periodo, sia per i canti che sono stati composti *dopo* e che in qualche modo ne raccontano le gesta e ne mettono in evidenza momento ed episodi particolari.

Quest’anno abbiamo deciso di fare un piccolo approfondimento dedicato ai canti sulla Resistenza, scritti dall’immediato dopoguerra, con qualche balzo fino agli anni ‘70.

Cantacronache e Resistenza

Il “movimento” dei Cantacronache, attivo a Torino dal 1958 al 1962, è stato protagonista di una (ri)nascita del canto “impegnato”, che si è esplicitato anche in diversi canti legati alla Resistenza.

Due di questi sono stati composti da Italo Calvino e musicati da Sergio Liberovici.

  • Oltre il ponte (qui l’audio): una rievocazione dello spirito della Resistenza, che descrive in modo molto evocativo l’atteggiamento dei partigiani, raccontato così da creare un rapporto tra il presente e il passato, ovvero tra il dopo-liberazione e la Resistenza
  • Dove vola l’avvoltoio (qui l’audio): non proprio un canto sulla Resistenza, ma sicuramente un canzone contro la guerra, con un evidente riferimento ai tedeschi e che comunque  auspica un rifiuto totale della guerra, maturato dopo l’incredibile distruzione vissuta.

Di Fausto Amodei abbiamo Il fazzoletto rosso (qui l’audio), una bellissima fiaba che mette in evidenza lo spirito di solidarietà dei partigiani, non solo italiani e di fratellanza, al di là delle rivendicazioni nazionali.

Di Michele L. Straniero (con musica di Amodei) c’è invece Partigiani fratelli maggiori (qui l’audio), canzone che esprime in modo molto chiaro il rapporto tra il passato, della lotta dei partigiani, e le lotte politiche del presente, viste come continuazione della stessa lotta di liberazione e di emancipazione.

Tredici milioni di uomini (qui l’audio) è invece una canzone di Emilio Jona che racconta l’orrore dei campi di sterminio nazifascisti, ultima meta per ebrei e perseguitati politici.

Per chiudere, segnaliamo Partigiano sconosciuto (qui l’audio), una poesia di Claudina Vaccari, musicata da Sergio Liberovici, che racconta le gesta di un partigiano morte lontano da casa, e per questo rimasto sconosciuto.

Gli Stormy Six e Un biglietto del tram

Gli Stormy Six, nel 1974, produssero un concept-album interamente dedicato alla Resistenza e alla liberazione. A partire dalla celeberrima Stalingrado - La fabbrica(qui l’audio), l’album è un susseguirsi di intensissime canzoni che raccontano singoli eventi della resistenza, con uno stile sicuramente diverso da quelli dei Cantacronache, ma non per questo meno coinvolgente.

Segnaliamo qui, in particolare, Gianfranco Mattei (qui un pezzo di canzone) e Dante Di Nanni (qui l’audio).

Altri canti (ma non meno importanti)

Per chiudere segnaliamo quattro canti, non meno importanti di quelli affrontati sopra. I primi tre sono di origine diversa, sia popolare che d’autore, e  in qualche modo rappresentano dei veri e propri documenti storici che danno una riproposizione dei fatti della Resistenza, e anche del fascismo, diversa rispetto ai “soliti” modi con cui siamo abituati a sentirli:

  • Un giorno Mussolini andò al balcone (qui l’audio): una lunga ballata in romanesco di Franco Antonicelli, che parte dalla crisi del regime fascista per arrivare alla Liberazione, passando per i rapporti tra le diverse anime della Resistenza
  • Or che Mussolini (qui l’audio): una descrizione popolare del fascismo, scritta presumibilmente dopo la morte di Mussolini, molto particolare ed evocativa
  • La badoglieide (qui l’audio): canto composto da un gruppo di partigiani (tra cui Nuto Revellie Livio Bianoc) nel 1944, che racconta in modo ironico le “gesta” di Badoglio e del re. Immancabile :)

Per chiudere, segnaliamo quella che per me è forse la più bella canzone sulla Resistenza: È festa d’aprile (qui l’audio).
Testo di Franco Antonicelli e musica di Sergio Liberovici, È festa d’aprile racconta lo spirito di rivalsa, anche in modo ironico, sul fascismo e sui fascisti, un vero e proprio inno ai partigiani e alla lotta di liberazione (armata, perché no).

Immagine anteprima YouTube

Sono passati 65 anni, si possono dare molte interpretazioni sulla Resistenza, sul suo ruolo attuale, se abbia senso festeggiarla, ricordarla, etc.

Noi, per quello che ci spetta,  ci sentiamo in diritto, e in dovere, di parlare della Resistenza e di tentare di mettere in campo quello che ne rappresenta lo spirito, anche se espresso in musica. Magari è anche meglio :)

Evviva i partigiani, è festa d’aprile..

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Commenti (1)

Rino De Michele29 aprile 2010, alle 12:19

… e non sono cose vecchie e superate. La pretesa di una vita dignitosa per tutti, dove il rispetto reciproco e la solidarietà si evidenziassero come i valori giuda di una nuova società erano nelle richieste non solo dei partigiani dopo l’otto settembre ma in chi, da subito, si era battuto contro il fascismo montante. Voglio allora ricordare Belgrado Pedrini, anarchico carrarino ed autore della poesia “il Galeone” poi musicata da Paola Nicolazzi, e tutti quei compagni che, per aver iniziata l’opposizione alla dittatura “troppo presto”, hanno scontato anni di confino, galera e poi ancora galera nelle prigioni del nuovo stato italiano democratico e repubblicano (mentre gli assassini fascisti, per necessità di conciliazione, furono subito liberati con una legge firmata dallo stalinista Palmiro Togliatti che le ossa se l’era già fatte durante la rivoluzione spagnola del ‘36 nel distruggere anarchici e trotkisti).

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