Grazie Ivan
Pubblicato da Sergej il 14 giugno 2009 in Riflessioni

ivanQuesta notte ci ha lasciati Ivan Della Mea.
Forse è inutile descrivere qui chi fosse.

Uno dei più noti, cantanti, autori, ricercatori. Un poeta, sempre impegnato. Passionalmente impegnato, una vita dedicata alla lotta per un mondo più giusto.

Il nostro progetto esiste solo perchè ci sono state, e ci sono per fortuna ancora, persone che hanno lavorato, che hanno dedicato la propria vita allo studio, alla riscoperta di quella cultura operaia, subalterna, ma importantissima.

A Ivan va il nostro più grande ringraziamento. Il nostro lavoro non potrà essere più lo stesso, e purtroppo non saremo i soli a sentire e risentire della sua mancanza.
Che fare?
Andare avanti, verso l’obiettivo, come sempre. Nella speranza che tutto quello che Ivan ha fatto, detto, studiato, cantato, possa servire a migliorare questa società.

Un abbraccio fortissimo alla sua famiglia, ai suoi cari, ai compagni, agli amici che hanno avuto la fortuna e l’onore di conoscerlo, lavorare con lui, condividere con lui gioie e passioni e, perchè no, momenti tristi e tragici. Anche quelli fanno parte della vita delle persone, come la morte. Quello che ci possiamo augurare è che per le persone grandi come Ivan questa arrivi il più tardi possibile..

Il nostro modo per ricordarti, adesso, è inserire il testo di una tua bellissima canzone..

Ciao Ivan, e grazie.

Io so che un giorno (1966)

Io so che un giorno
verrà da me
un uomo bianco
vestito di bianco
mi dirà:
«Mio caro amico tu sei stanco»
e la sua mano
con un sorriso mi darà.

Mi porterà
tra bianche case
di bianche mura
in bianchi cieli
mi vestirà
di tela greggia dura e bianca
e avrò una stanza
un letto bianco anche per me.

 Vedrò il giorno
 e tanta gente
 anche ragazzi
 di bianco vestiti
 mi parleranno
 dei loro sogni
 come se fosse
 la realtà.

Li guarderò
con occhi calmi
e dirò loro
di libertà;
verrà quell'uomo
con tanti altri forti e bianchi
e al mio letto
stretto con cinghie mi legherà.

«La libertà
- dirò - è un fatto,
voi mi legate
ma essa resiste».
Sorrideranno:
«Mio caro amico tu sei matto,
la libertà,
la libertà più non esiste».

 Io riderò
 il mondo ha un prezzo
 tutto ha un prezzo
 anche il cervello
 «Vendilo, amico,
 con la tua libertà
 e un posto avrai
 in questa società».

Viva la vita
pagata a rate
con la Seicento
la lavatrice
viva il sistema
che rende uguale e fa felice
chi ha il potere
e chi invece non ce l'ha.

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Commenti (11)

Giulio Veneri14 giugno 2009, alle 18:34

Sono nato e cresciuto con le sue canzoni e adesso piango non solo un artista e una persona, ma anche un parente lontano.

Io non so se un giorno vedremo una società diversa, ma vorrei lasciare una speranza.

Ciao Ivan, le tua voce e la tua musica sarà sempre con Noi.
“Noi siamo gli ultimi del mondo, ma questo mondo non ci avra’……”

[...] italiana. Con tre canzoni: Se non li conoscete… O cara moglie L’Internazionale di Fortini . Grazie Ivan Il Deposito.org, 14 giugno Archivio di canti di protesta politica e sociale Questa notte ci ha [...]

Andrea15 giugno 2009, alle 08:16

Che la terra ti sia lieve, Ivan.

Gici15 giugno 2009, alle 08:20

Si, da oggi siamo tutti un po’ più soli.
Non so che altro dire, direi cose banali…
Ciao Ivan.

“Noi siamo gli ultimi del mondo, ma questo mondo non ci avrà…”

acido bangher15 giugno 2009, alle 10:59

sembra inconcepibile sapere che sul Manifesto non troveremo mai più i suoi articoli situazionisti. Ricordo l’ultimo che ho letto: “tutti gli anni i compagni di Brescia vogliono che vada a piazza della Loggia, e che canti ‘la Ringhera’.”
E’ la canzone che mi è più cara e voglio immaginare che anche a lui significasse speranza e possibilità di riscatto.
Ciao Ivan, ora e sempre Resistenza!

Marghi15 giugno 2009, alle 14:27

Ciao compagno Ivan. Ti voglio bene. Margherita

enri15 giugno 2009, alle 15:31

Conoscevo le sue canzoni prima di sapere di chi fossero.
Ho conosciuto Ivan lo scrittore e l’aforista, l’autore, il compagno attraverso le sue opere.
I suoi articoli, le sue lettere incazzose per come siamo e tenere per come potremmo essere diventavano, per me, gli editoriali principali sui giornali che le pubblicavano.
“… chi ha compagni non morirà.”
Non lasciamo solo l’Istituto de Martino, che fu uno dei suoi crucci negli ultimi tempi.
Ciao Ivan.

Violadelpensiero15 giugno 2009, alle 22:41

Sergej ed io stiamo organizzando il raduno de il.Deposito.org, e ieri siamo rimasti in contatto parecchio, e la notizia della morte di Ivan me l’ha data lui. Poi mi sono precipitata in chat, e abbiamo passato un po’ di tempo così, a capire cosa fare, cosa scrivere, dove, per rendere immediatamente omaggio a questo nostro “fratello maggiore” che se ne andava, come ormai troppi. Eravamo un po’ agitati, abbiamo fatto le cose che ci sembravano più urgenti, più necessarie.
Poi abbiamo visto gli accessi al sito schizzare verso l’alto in maniera mai vista, Sergej ieri sera, io stamattina, e nella giornata di oggi ancora di più…ma a tutti e due ci è preso un senso di amarezza, ben lungi il compiacerci di tante visite al sito, anche se è come se tantissima gente si mettesse in fila per salutare Ivan Della Mea in questo mondo virtuale, passando per questo luogo, ilDeposito.org, che è anche qui per questo, qui per essere attraversato da qualsiasi evento che della vita e della morte fa parte.
Allora grazie a tutti quelli che hanno scelto di passare di qua per salutare Ivan, per me è un’emozione e un onore ospitarvi!

Gianni16 giugno 2009, alle 01:37

… quante ore passate ascoltando le tue canzoni… grazie e ciao!

andrea sigona18 giugno 2009, alle 13:37

..grazie per avermi insegnato a cosa vuol dire scrivere una canzone e scriverla per gli altri.
Senza gli altri non siamo niente
STAY FREE IVAN!!
la lotta continua

Gici5 luglio 2009, alle 19:01

Cari amici ho appena letto sul blog di Alessandro Portelli un bel ricordo di Ivan, ve lo segnalo perché mi sembra importante: http://alessandroportelli.blogspot.com/
Un saluto, Giancarlo

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