E il fazzoletto era rosso..
Pubblicato da Sergej il 25 aprile 2009 in Riflessioni
È festa d’aprile, il 25. Si festeggia, si ricorda, si commemora, si fa rivivere.. Ognuno il 25 aprile, la festa della liberazione dal nazi-fascismo in Italia, lo vede e vive come vuole. A seconda della propria sensibilità politica, storica, personale, o familiare. Non è mia intenzione proporre qui alcuna riflessione sulla Resistenza.. Se ne fanno molte e tutte sicuramente fatte meglio di quello che potrei fare io.
Quindi mi piace vivere questo giornata pensando ai canti (dato che di questo ci occupiamo) della Resistenza. E sulla Resistenza. Oltre ai “classici” canti che conosciamo, ci sono moltissimi canti della Resistenza poco conosciuti, altrettanti belli, e numerosi canti sulla Resistenza, scritti, composti o cantati dopo questo fatidico (davvero?) 25 aprile.
Per quanto riguarda i canti della Resistenza vi rimando alla omonima sezione del sito: La Resistenza in Italia, in Europa, nel mondo (1943-1945).
Voglio invece utilizzare questo spazio per proporvi un canto sulla Resistenza: Il fazzoletto rosso.
Si tratta di una canzone di Fausto Amodei, nel “periodo Cantacronache”. È un canto sulla resistenza, una “favola” (come l’ha definita lui) bella, significativa, emozionante. Che mette in evidenza molti aspetti e valori della Resistenza.
Mi piace “celebrare” (ricordare, commemorare, fare rivivere etc etc) il 25 aprile, in questo modo..
Il fazzoletto rosso
(Fausto Amodei, 1962)
C'era una volta un soldato un piccolo soldato del nostro paese mandato alla guerra sul fronte albanese con tanta paura addosso. La fidanzata quel giorno, che lui saliva sulla tradotta a vapore, gli annodò al collo, in pegno d'amore, un gran fazzoletto rosso. Per darsi un po' di speranza fu cura di quel piccolo bravo soldato tener sempre quel fazzoletto annodato sull'uniforme d'ordinanza Era più prezioso quel fazzoletto, delle scarpe rotte o del moschetto e valeva tutto intero il romano impero! Ma quel colore violento che non era per niente regolamentare lo fece in principio un po' tribolare per via del regolamento. Poi quando col 91 aveva da mirare e schiacciare il grilletto lui stava a guardare il suo fazzoletto e non colpì mai nessuno. Il fazzoletto servì di nascosto a metter dentro i lamponi e le more ma non si sporcò perchè i frutti del bosco avevano un egual colore. E se qualche volta fasciò un ferito il suo fazzoletto restò pulito perchè il sangue, è naturale, ha un colore eguale! Il fazzoletto sbiadì per il sole ed il sudore di tanta fatica e si colorò di mirtilli, di more, del sangue di gente amica. Ma venne un giorno diverso un giorno ben diverso dai giorni passati in cui quel soldato con gli altri soldati capì cosa aveva perso. Avevo perso per niente degli anni di lavoro, degli anni felici per fare la guerra alla povera gente per far la guerra degli amici. A dei contadini, dei muratori a degli operai, a dei pastori senza avere proprio niente contro quella gente! Ed il soldato partì tutto solo e senza fretta portandosi addosso la vecchia divisa, la vecchia gavetta ed il fazzoletto rosso. Ed un mattino di sole dai monti e giù dai prati, a rotta di collo, gli vennero incontro degli uomini armati con un fazzoletto al collo. E il fazzoletto era rosso era rosso come quello del bravo soldato ma in più c'era sopra un falce e un martello chissà in che modo ricamato! Ogni contadino e muratore ogni operaio e ogni pastore di quel fazzoletto si era fatta una bandiera! Era una bandiera fatta di stracci come si conviene ai poveracci che han deciso, per protesta, con la propria testa Che han deciso che in fondo su tutti i paralleli ed i meridiani la povera gente di tutto 'sto mondo è fatta di paesani... di paesani... di paesani...
se posso aggiungere:questo è un mondo di morti di fame che non hanno diritto di alzare la testa per dire la propria versione, e se appena ti ci provi viene qualcuno che ti porta in TV ti regalano qualcosa per farti contento (e zitto)e ancora ci guadagnano sopra e tu lì svilito non hai più senso
e come prima di nuovo nessun diritto!
paesani , su tutti i paralleli e i meridiani.