Dove ancora senti che fischia il vento
Pubblicato da Violadelpensiero il 25 aprile 2009 in Riflessioni
Qualche settimana fa mi trovavo nell’entroterra ligure, tra Imperia e Ventimiglia, a girovagare tra borghi medievali, colli, montagne, come spesso faccio quando passo qualche giorno di vacanza da quelle parti.
Sono posti speciali, dove Alpi e Appennino si incontrano, e il mare si congiunge alle montagne, e le genti e le lingue si confondono: francesi, italiani, liguri, occitani, brigaschi…Questa terra ha messo al mondo una generazione di ragazzi e ragazze coraggiosa e fiera, e ne ha sacrificati più di 500 nella guerra partigiana.

Felice Cascione
Forse il più famoso e leggendario di questi ragazzi è Felice Cascione, il medico di Imperia che consumò in poche centinaia di giorni la sua guerra, tra i primissimi cospiratori contro il fascismo, e tra i primi a salire in montagna.
Cascione è famoso soprattutto perchè, insieme ai compagni di banda, scrisse la canzone Fischia il vento, uno degli inni più noti ed eseguiti della guerra di liberazione.
Ma Cascione era anche un medico, anzi il suo soprannome era proprio “U megu” in ligure, appunto il medico. E da medico, e combattente leale, non volle passare per le armi un prigioniero ferito, che tenne con la banda e che curò, sintanto che questi riuscì a fuggire, per andarli ovviamente a tradire: fu nell’agguato conseguente a questo tradimento che Cascione fu ucciso.

Santuario di Montegrazie
Tornando ai miei giri: ogni borgo, ogni passo (”colla” in ligure), ogni monte, ogni valle, sono stati teatro di azioni partigiane, di eroismi e di morte, tutto dove vai senti che “fischia il vento”. Nei piccolo paesi a forma di “pigna” come dicono qui, in piazza c’è una lapide, coi nomi dei ragazzi e delle ragazze caduti, e non di rado alle “colle” ne trovi, e scopri piccoli musei della resistenza quasi nascosti tra i boschi.
Se capitate da quelle parti, e se vi stufate del turismo commerciale costiero, salite un po’ su…
Subito nell’entroterra di Imperia c’è Montegrazie, lasciate l’auto in paese e in cinque minuti di strada asfaltata arrivate al romanico santuario della Madonna di Montegrazie, da quel piazzale potete inoltrarvi tra uliveti e i boschi, e sarete là dove si combattè, in modo quasi improvvissato, ma vittorioso, la prima vera battaglia tra partigiani e fascisti, il 14 dicembre 1943, a cui parteciparò anche un gruppo di partigiani della banda di Felice Cascione. Fu in quell’occasione che venne catturato Michele Dogliotti, colui che poi tradì Cascione e i suoi. La storia leggendaria vuole, che proprio ritirandosi da quella battaglia sui monti più interni, iniziò e si compì, durante le soste, la composizione di Fischia il vento.
Ci sono altri luoghi che ho visto, teatro di altre storie, e di altri gesti eroici e umani, vale la pena di salire da quelle parti, e come dice Paolo Pietrangeli: “se il vento fischiava ora fischia più forte”…mah, speriamo!
(Ho scritto questo contributo con l’aiuto di due volumi, che un libraio di Imperia-Porto Maurizio mi ha fornito molto fiero della loro esistenza:
Biga Francesco, Felice Cascione e la sua canzone immortale, Edizioni ISRECIM (Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia), 2007, Imperia
Mascia Mario (a cura di), L’epopea dell’esercito scalzo, Casa editrice A.L.I.S., 1945, Sanremo)
Fischia il vento e infuria la bufera,
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell’avvenir.
A conquistare…
Ogni contrada è patria del ribelle,
ogni donna a lui dona un sospir,
nella notte lo guidano le stelle,
forte il cuor e il braccio nel colpir.
Nella notte…
Se ci coglie la crudele morte,
dura vendetta verrà dal partigian;
ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile e traditor.
Ormai sicura…
Cessa il vento, calma è la bufera,
torna a casa il fiero partigian,
sventolando la rossa sua bandiera;
vittoriosi, al fin liberi siam!
Sventolando…
grazie per questo tuo ricordo, per come hai saputo riportare a noi la storia e la memoria dei luoghi che hai attraversato. ciao tino