Fascisti in doppio petto (e non solo…)
Pubblicato da Sergej il 18 marzo 2009 in Riflessioni
È un po’ di tempo che penso di proporre qui il testo di alcune canzoni interessanti, che per una serie di motivi (vedere la presentazione del sito) non hanno spazio nel sito.
Si tratta di canzoni di rap «militante», in genere degli anni ‘90.
Inizio con una canzone che ho ri-ascoltato oggi per caso e mi ha fatto subito pensare ai pestaggi della polizia oggi a Roma, all’università.
La canzone è Fascisti in doppio petto, dall’album Conflitto, del 1996, degli Assalti Frontali.
---- I fascisti alla porta storia strana in strada bruciata Roma è nervosa bolle col partito primo nero in casa e so che dentro ogni borgata dispersi pazzi votano come il verme della villa d'Arcore in libera caduta tra le nuvole di un'illusione bene così stanno le storie un milione di persone in piazza non basta? senza più cittadinanza il fumo si alza su sento parlare della razza pura non era storia conclusa chiusa così sono cresciuto razza umana ma il teleschermo ha cancellato il tempo e chi ha il telecomando manda indietro il mondo perché ho già visto il film ed è immondo tragica trama la gente in fila che s'incammina incontra scale non desiste e arrancando sale in cima ad aspettarla c'è una ghigliottina il tuo posto è un premio un regalo dato e tu ringrazia per la merda di lavoro rimediato silenzio eccoli i fascisti in doppiopetto ci sono addosso è conflitto parla vuoi parlare ancora vuoi parlare parla l'Italia è già lontana e si prepara alla guerra guardati vestiti mettiti i tuoi panni migliori un bacio dato in fretta ai genitori suonano i tamburi anni difficili davanti per tutti i figli di Di Nanni sono un partigiano e sarò chiaro perché ci si abitua a tutto anche ai fascisti assassini sullo sfondo doppiopetto in primo piano ora che siamo un bersaglio chiedo un consiglio dov'è la tua via d'uscita dov'è finita andiamo guardo oltre il finestrino oltre le gocce della pioggia che lo appanna cerco gli angoli e gli incroci cerco musica che arriva dalla folla storia strana fuori in strada "ognuno alla sua casa" ti capisco certo Roma è nervosa ti stai perdendo nel caos storia pericolosa sì lo so che non è colpa tua tu non sei razzista sei realista sei nessuno anonimo nel panico un senza nome un italiano un italiano nella sua Nazione anni difficili davanti per tutti i figli di Di Nanni sono un partigiano e sarò chiaro perché ci si abitua a tutto anche ai fascisti assassini sullo sfondo doppiopetto in primo piano. ----
Purtroppo non ho trovato in nessun sito il file audio, quindi..
Questo è uno dei miei album preferiti in assoluto. Per la cronaca: gli Assalti Frontali fanno abitualmente rap, ma quest’album può essere definito “crossover” (se c’è qualcuno che ama le etichette stilistiche), ed è suonato dai Brutopop. Vi invito a procurarvelo, come meglio credete ;)
Conoscevo il testo della canzone dei compagni di Centocelle.
Bisogna ricostruire il partito comunista in Italia, che non c’è oggi e che forse c’era solo con Gramsci.
E’ importante per fronteggiare le forze sedicenti democratiche e quelle reazionarie, che come ultima opzione per fronteggiare le rivolte popolari che seguiranno nei prossimi mesi a causa della crisi, opteranno per la dittatura militare.
Uniamoci tutti!
Canzone molto bella. Album molto bello.
A me il ritornello della canzone è venuto in mente ieri dopo aver (intra)visto in TV qualche immagine del convegno del nuovo partito unico.
Luca già la cantava 13 anni fa (nel 1996)!