Cantare “Incontro ai Venti”
Pubblicato da Violadelpensiero il 22 febbraio 2010 in Recensioni

out0001Cantare in un coro, specialmente in un coro di canti sociali e/o popolari,  può essere un’esperienza “unica e irripetibile”, e questo cd lo conferma.
Molti cori con quel repertorio si caratterizzano come “laboratori”, dove, oltre che imparare delle canzoni, magari apprendendo anche delle nozioni tecniche di base, si impara a conoscere anche il senso storico, sociale, antropologico del proprio repertorio, e spesso si sperimenta anche un certo livello di autogestione e di condivisione di responsabilità nelle scelte.
I gruppi che cantano nel cd Inconto ai venti hanno questa caratteristica comune, per quanto i risultati del loro lavoro siano dissimili: ancora una volta questo conferma la duttilità e la caratteristica di fondo del cantare popolare, ovvero il poterne fare praticamente ciò che si vuole. Certo così facendo non si ottiene l’approvazione e non si incontrano i gusti di tutti, ma ci sente liberi di sperimentare e di creare: e questa mi sembra sia un’altra caratteristica della raccolta, che di comune ha la scelta di repertorio,  ma ogni gruppo si esprime in modi anche piuttosto distanti l’uno dall’altro. Il senso di collocare insieme diversi risultati è davvero interessante, per una volta si ascoltano convivere anche “idee” diverse del cosa fare col canto popolare, e convivere pacificamente su un supporto moderno e facilmente fruibile, senza  dover andare a fare i topi d’archivio o i collezionisti di rarità discografiche del passato.

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Cantando contro la leva militare
Pubblicato da Sergej il 12 febbraio 2010 in Riflessioni

foto21Alcune tematiche politiche, sociali, o semplicemente “sentite”, trovano ampio spazio nel repertorio dei canti di protesta di cui ci occupiamo in genere. Spesso si tratta di tematiche trasversali rispetto ai periodi storici e può essere molto interessante mettere un po’ a confronto diversi canti. Nessuno velleità scientifica, figuriamoci ;)
Ci sembra però interessante capire come un tema, come quello della leva militare obbligatoria, sia stato “cantato”.

Ho scelto 6 canzoni, a partire, cronologicamente, con una canzone di Fausto Amodei, del 1963, per chiudere con una canzone dei Sud Sound System, del 1996.
Ho volutamente mischiato canzoni di periodi e generi diversi, dato che uno dei nostri (umili) obiettivi è quello di capire come, in periodi più recenti, rispetto ai “classici” canti di cui ci occupiamo, si sia declinata la canzone di “protesta politica e sociale”.

Buon ascolto :)

Fausto Amodei, Lettera dalla caserma (1963)
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Lou-X, Quando la patria chiama (1994)
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Alfredo Bandelli, Da quando son partito militare (1971)
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Stormy Six, Il barbiere (1977)
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Sud Sound System, Articolo 41 (1996)
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Pino Masi, Il soldato Bruna
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La storia cantata: Fratelli Cervi e Boves
Pubblicato da Sergej il 31 dicembre 2009 in Eventi

7cerviIl 1943, come tutti gli anni della guerra, è segnato da eventi importanti ed eccidi subiti dalla popolazione e dai partigiani, impegnati nella lotta di liberazione.

Con questo articolo vogliamo ricordare due avvenimenti.

28 dicembre 1943: l’uccisione dei fratelli cervi

I sette fratelli Cervi, partigiani, furono catturati dai nazisti il 28 novembre del 1943 e giustiziati un mese dopo, il 28 dicembre, a Reggio Emilia. È uno degli eventi più conosciuti e significativi della Resistenza in Italia.
Nel sito sono presenti i seguenti canti:

Per ulteriori informazioni, rimandiamo alla corrispondente voce di Wikipedia

31 dicembre 1943: l’eccidio di Boves

La città di Boves, nel cuneese, fu scenario durante la Resistenza di diverse rappresaglie e rastrellamenti dai parte dei nazisti: il 19 settembre ‘43, il 31 dicembre ‘43 e il 4 gennaio 1944.
Nel sito è presente questo canto, riferito in particolare agli eventi della fine del ‘43:

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La storia cantata: a quarant’anni da Piazza Fontana
Pubblicato da Violadelpensiero il 12 dicembre 2009 in Eventi

piazza-fontana-strageQuarant’anni fa la strage fascista di Piazza Fontana, il 12 dicembre 1969. Poi i depistaggi, la morte di Pinelli.
Un anno dopo, nel corso di una manifestazione per il primo anniversario di Piazza Fontana, sempre a Milano, cadeva lo studente Saverio Saltarelli, colpito da un candelotto lacrimogeno.
Anni, fatti, che sono diventati materia di studio, di “revisionismi”, e di celebrazioni.8597_-_milano_-_lapide_per_saverio_saltarelli_1970_in_via_bergamini_-_foto_giovanni_dallorto_-_6-sept-2007

Per noi che vogliamo fare storia e memoria con i canti, non c’è altro da fare che segnalare dal nostro archivio:

sulla strage

sulla morte di Saverio Salterelli

Per approfondimenti sulla strage di Piazza Fontana molti sarebbero i link da segnalare, noi facciamo spesso riferimento a questo sito quando si tratta di morti nelle piazze e di stragi di stato:
http://www.reti-invisibili.net

per quanto riguarda Piazza Fontana:
http://www.reti-invisibili.net/piazzafontana/

per la morte di Saverio Saltarelli:
http://www.reti-invisibili.net/saveriosaltarelli/

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“…la leggenda transuma a memoria o viceversa…” l’autobiografia di Ivan Della Mea
Pubblicato da Violadelpensiero il 13 novembre 2009 in Recensioni

dellamea

“…la leggenda transuma a memoria o viceversa…” è una citazione da pagina 20 dell’autobiografia di Ivan Della Mea, uscita a maggio di quest’anno,  casa editrice Jaca Book. Il titolo del libro è Se la vita ti dà uno schiaffo (anche questa è una citazione…): certo che la vita, a Ivan Della Mea, schiaffi ne ha dati molti, certo tanti di più che carezze, e anche le carezze forse le riconosceva con fatica.
Tutta la sua vita è una fatica di vivere, di stare al mondo, di riconoscere il proprio posto. Ma non c’è autocommiserazione nella sua scrittura, se mai rabbia, e non poca, per quanto filtrata dal tempo, ragionata dalle distanze. Ci sono anche affetti, amori, ma quasi sempre strappati, maltrattati, a rischio.
Il linguaggio che adopera, all’inizio lascia appena un po’ perplessi, non è banale cronaca, ma neanche un cesello fine a se stesso: c’è molta vita dentro, in particolare quella vita lì e, molto della vita di Luciano, i fratello maggiore di Ivan, anche un po’ padre, oltre che fratello. Molte scene saltano fuori dalla pagina, salta fuori anche la fame, il disagio, la paura, con immediatezza e durezza.
La citazione che ho usato come titolo rende l’idea del movimento interno a tutto il racconto, un continuo passare e ripassare (”anda e rianda…”) da piani diversi: la memoria, la storia, i documenti, l’epopea dei Della Mea e relativi parenti acquisiti, ma anche le riflessioni, le confessioni, le scoperte fatte ricodando e narrando (a se stesso come Ivan, come Luigi, nonchè colui che narra a Luciano, prima che al lettore).
Personalmente ho trovato Se la vita ti dà uno schiaffo una lettura commovente e che mi ha catturata (ho rinunciato, complice il freddo in arrivo, alla bicicletta a favore del tram, per non semttere di leggere), e che mi ha convinta, più di molti prodotti recensiti e sospinti dalla critica.
Conoscere Della Mea cantautore politico può darsi che influenzi chi legge, ma a mio parere, al di là di questo, è una storia di vita che vale la pena di essere conosciuta, e che ha nella sua ecccezionalità, anche molto di “normale”.

Ivan Della Mea, Se la vita ti dà uno schiaffo, Jaca Book, Milano, 2009

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Bel fine settimana a Bologna
Pubblicato da Sergej il 9 novembre 2009 in Riflessioni

convegno-deposito-bologna-2009-056Di ritorno dalla partecipazione alla quarta edizione di R-esistenze, scrivo qualche appunto.

Le iniziative, tutte dedicate a Ivan Della Mea, hanno visto momenti diversi. Un laboratorio di canto sociale, la presentazione di due libri e di un documentario, un concerto. È stato tutto molto interessante, anche perchè ho avuto occasione di incontrare alcuni persone molto importanti per il repertorio di cui ci occupiamo e che, data la mia insularità, mi è sempre difficile conoscere.

La presentazione dei libri, con il conseguente dibattito, da un lato ha portato a parlare di Ivan, con le testimonianze di chi l’ha sempre conosciuto e frequentato, e dall’altro mi ha permesso di presentare il sito e anche di proporre qualche riflessione sul “ruolo” che i “nostri” canti possono avere adesso. Credo che sia un argomento interessante che meriterebbe di essere approfondito.

Dopo il dibattito, il concerto, interamente dedicato a Della Mea, cui è seguita una bella cantata popolare e autogestita, fuori dalla scaletta.
Sono rimasto piacevolmente colpito dal clima e dall’ambiente che ho trovato, in particolare dalla presenza di molti giovani che spesso non sono presenti a iniziative di questo tipo.
Tutto questo mi fa pensare che quello che è stato fatto abbia un senso e possa averlo in futuro, se ovviamente si troveranno le modalità giuste e gli stimoli giusti.

Per chiudere, un saluto e un ringraziamento particolare a Salvatore Panu. Organizzatore dell’evento, curatore dell’archivio del Canzoniere delle Lame, ricercatore, musicista, si è dimostrato una persona disponibilissima con cui credo che si continuerà a lavorare. Grazie.

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6-7 novembre: omaggio a Ivan Della Mea a Bologna
Pubblicato da Sergej il 1 novembre 2009 in Eventi

Il 6 e 7 novembre, a Bologna, ci sarà la quarta edizione di R-esistenze, un’iniziativa culturale che celebra il 65° anniversario della Battaglia di Porta Lame a Bologna (7 novembre 1944).

Quest’anno l’evento è dedicato a Ivan Della Mea, in particolare, nella giornata del 7 novembre, ci sarà la presentazione dell’ultimo libro di Ivan, Se la vita ti dà uno schiaffo (Jacabook, 2009) e del documentario Ivan Della Mea. A quel omm, di Isabella Ciarchi (2007). Durante queste presentazioni è previsto anche in intervento del sottoscritto, in quanto “curatore del sito ilDeposito.org”.

Di seguito le due pagine della locandina, in cui troverete il programma completo

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L’iniziativa sembra molto interessante (a parte l’intervento del sottoscritto, ovviamente), invito tutti a partecipare :)

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La storia cantata: 30 ottobre 1949, la strage di Melissa
Pubblicato da Violadelpensiero il 29 ottobre 2009 in Eventi

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Emilio Notte "La strage di Melissa" 1953

Il 30 ottobre 1949, un folto gruppo di contadini di Melissa, in provincia di Crotone, si recò ad occupare e coltivare il fondo Fragalà, dei baroni Berlingeri.
La polizia sparò, senza motivazione, sulla gente che rientrava nelle proprie case, dopo l’occupazione delle terre.
Rimasero ferite 15 persone, di cui 3 a morte. I nomi dei caduti sono: Giovanni Zito di 20 anni, Francesco Nigro di 29 e Angelina Mauro.

Nel1974 il Canzoniere del Vento Rosso dedicò alla strage di Melissa una canzone, presente nell’archivio de ilDeposito.org:

Melissa

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La storia cantata: 27 ottobre 1962, la polizia ammazza Giovanni Ardizzone
Pubblicato da Violadelpensiero il 27 ottobre 2009 in Eventi

giovanni-ardizzoneCome in tante altre città italiane, sabato 27 ottobre 1962, in piena “crisi dei missili”, la Camera del Lavoro di Milano organizzò una grande manifestazione pacifista e di protesta contro l’aggressione imperialista degli Stati Uniti a Cuba.
Dopo il discorso del segretario della CGIL, si formò un corteo che sfilò nelle vie del centro storico milanese
Dopo l’arrivo del corteo in piazza del Duomo, il Comando della Polizia dette l’ordine di disperdere i manifestanti pacifisti. Il Terzo Battaglione della Celere, corpo speciale di intervento anti-manifestazioni, giunto appositamente da Padova, iniziò i caroselli con le jeep. Le camionette cariche di poliziotti si gettarono deliberatamente contro la testa del corteo, investendo lo studente  di medicina ventunenne Giovanni Ardizzone  e poco dopo altri due manifestanti: il muratore Nicola Giardino di 38 anni, e l’operaio Luigi Scalmana, di 57 anni. Giovanni Ardizzone morì nello stesso pomeriggio in ospedale; gli altri due feriti restarono in fin di vita per alcuni giorni, poi si salvarono.

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La storia cantata: 22 ottobre 1972, i “fatti” di Reggio Calabria
Pubblicato da Sergej il 22 ottobre 2009 in Eventi

fatti_di_reggioIl 22 ottobre del 1972 a Reggio Calabria si svolse una grossa manifestazione, in risposta alla aspra lotta che si era creata intorno alla recente “creazione” della regione Calabria: il motivo delle proteste era la decisione di individuare come capoluogo Catanzaro,  in alternativa a Reggio Clabria.
La protesta e le manifestazioni di piazza, che sfociarono in una vera e propria “rivolta” con barricate, morti e feriti, fu egemonizzata dai fascisti.
Sul percorso dei treni che portavano lavoratori di tutta Italia alla manifestazione del 22 0tt0bre,  scoppiarono ben 8 bombe.

La cronaca di questo significativo episodio in due canti presenti nel sito:

Per approfondire segnaliamo 3 link:

I fatti di Reggio Calabria
Cronologia dei fatti di Reggio
La rivolta di Reggio Calabria

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